Si passa da esili sentierini, ora nascosti tra le foglie, ora lungo spogli crinali prativi, durante l'ascesa, a malandate piste forestali durante il rientro. I segnavia sono comunque sempre presenti e l'itinerario ben segnalato.
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Proprio al Bocchino delle Meraviglie (1191 m) la sterrata si biforca in due piste forestali. Si segue il ramo di sinistra, che sale abbastanza ripido nel bosco. Si continua fino al primo tornante verso destra: poche decine di metri oltre il tornante si abbandona la carrareccia che prosegue diritta e si imbocca un evidente sentiero sulla sinistra.
Il sentiero s'innalza nella faggeta con lunghi traversi e qualche tornante. Giunti ad un bivio segnalato, si lascia il sentiero principale che prosegue verso il Passo delle Caranche e si svolta a destra.
Anche il sentiero per il Passo delle Caranche conduce al Monte Galero, ma con percorso più lungo e maggior dislivello. Assai caratteristico è però l'esilissimo crinale al Passo delle Caranche, per cui chi intende allungare il percorso, verrà sicuramente ripagato.
All'interno del bosco di faggi e abeti, il sentiero sale deciso con diversi tornanti, guadagnando velocemente quota e raggiungendo la dorsale orientale del Monte Galero. Qui ci si immette sul sentiero proveniente dal Passo delle Caranche, che si segue verso destra (ovest). Si percorre l'ampio e panoramico crinale e ci si porta, con pendenze sostenute, alla base della conoide prativa terminale. Una breve salita, ma assai ripida, consente infine di raggiungere la vetta del Monte Galero (1709 m, 1:40 ore dal Bocchino delle Meraviglie), da dove la vista spazia a 360°.
Proseguendo lungo la cresta, verso ovest, si perdono pochi metri di quota e si giunge ad un bivio: si ignora il sentiero di fronte che in poche decine di metri porta all'anticima ovest del Monte Galero (digressione comunque consigliata), e si volge a sinistra. Dopo un breve traverso a sud dell'anticima, agevole ma leggermente esposto (attenzione in caso di terreno scivoloso), si torna sul crinale: una discesa ripidissima, tra i caratteristici pinnacoli rocciosi che si elevano dal pendio prativo, conduce velocemente alla base della dorsale del Monte Galero (1507 m, 0:30 ore dal Monte Galero).
Qui il sentiero si biforca: si lascia la diramazione che continua innanzi per il Colle del Prione, e si svolta a destra. Il sentiero traversa in discesa nella faggeta, poi attraversa una zona di esbosco (seguire i segnavia!) ed incrocia una pista sterrata. Tornato nel bosco, il sentiero raggiunge un crinale e lo segue in discesa fino alla località nota come Prato del Poco.
Ignorando la traccia di fronte verso Trappa, si inverte quasi il senso di marcia puntando a est (destra). Si percorre una vecchia pista forestale che serpeggia assecondando l'orografia del terreno. Giunti all'impluvio del Rio Bianco, devastato da una recente frana, si lascia la pista e si scende a sinistra. Dopo una breve risalita, il sentierino scende a lungo tra i faggi poi riprende velocemente quota con una serie si strette svolte e arriva alla Fontana delle Meraviglie (1174 m).
Una captazione idrica in cemento rende assai meno poetico il toponimo di questo luogo: superato il piccolo rio che ivi origina, si salgono i pochi metri che portano ad una pista sterrata. Si trascura il ramo di sinistra della pista per il Pilone di Sant'Anna e si sale verso destra, tornando al vicinissimo Bocchino delle Meraviglie (1191 m, 1:05 ore dalla Dorsale del Monte Galero).
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