Purtroppo recenti piste da esbosco hanno cancellato lunghi tratti di sentiero, rendendo però più agevole la salita e meno incerta la traccia in alcuni tratti.
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Si attraversa il Ponte della Marmorea (o Ponte della Marmorera, 1058 m) sul Rio di Moscardina (o Rio di Valcalda) e, subito oltre, si trascura la strada sterrata (privata) che si dirama a destra. Si tiene la sinistra e si prosegue in leggera salita, su strada sterrata.
Si risale la Valcalda nel bosco misto, lungo la sponda sinistra orografica del Rio di Moscardina. Con un guado con fondo in cemento la strada passa sulla destra orografica del rio, poi traversa in moderata salita.
Dopo due tornanti ravvicinati ed un ulteriore traverso, al successivo tornante a sinistra si abbandona la sterrata e si prosegue sul sentiero che si stacca a destra e si addentra nella faggeta. Si arriva ancora al Rio di Moscardina, che si supera su una precaria passerella in tronchi, tornando in sinistra idrografica.
Un breve tratto all'interno della faggeta porta ad un ulteriore guado del rio, questa volta aiutati solo da una corda tesa tra le due sponde. Si guadagna quota lungo il versante destro orografico del vallone, poi il sentiero ritorna sulla strada sterrata precedentemente abbandonata; la si segue fino al vicino tornante, dove si riprende il sentiero che si stacca a destra. La salita continua fino all'ampia radura di Pian Marlà (o Pian Marta, 1440 m, 1:15 ore dal Ponte della Marmorea), ove si ritrova nuovamente la strada.
Si va a destra e, usciti dalla radura, si attraversa il piccolo Rio di Perabruna; la sterrata prima s'innalza assai ripida, poi termina biforcandosi in due piste. Si prende a destra, trovandosi quasi subito su sentiero, ai margini della splendida conca pascoliva dell'Alpe di Perabruna.
Ora definitivamente fuori dal bosco, il sentiero aggira verso destra i ruderi di una grossa stalla e tenendo, poco a monte sulla sinistra, la Cella bassa di Perabruna. Invaso da vegetazione nitrofila, il sentiero punta a nord nord-ovest, attraversa l'ennesimo rio e si eleva lungo i fianchi di un arrotondato pendio prativo.
Oltre il rio si ritrovano le (rade) tacche segnavia, ma la traccia si fa labile e confusa con quelle delle mandrie al pascolo. Con ampio semicerchio fra prati verso sinistra il sentiero torna a dirigersi verso sud quindi, presso un enorme masso, riappare evidente la traccia che risale il panoramico poggio sopra ove si trova la Capanna Sociale Manolino (1628 m, 0:40 ore da Pian Marlà).
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